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COMPRAVENDITA OGGETTI PREZIOSI USATI: ADEMPIMENTI IN VIGORE DA OGGI, 5 LUGLIO

In data 4/07/2017, il Ministero dell’Economia e Finanze, Dipartimento del Tesoro, direzione V – Prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per fini illegali, ha emesso una nota recante chiarimenti in ordine alla entrata in vigore del decreto in oggetto.

Nel ribadire che TUTTI gli operatori che al 5 luglio 2017, data di entrata in vigore del decreto, esercitano attività prevalente o occasionale di compravendita nonché attività permutative di oggetti usati, realizzati in tutto in parte di metalli preziosi, comprendendo anche gli operatori professionali in oro di cui alla legge 17 gennaio 2000 n.7, sono tenuti ad adempiere alle previsioni normative contenute nel decreto legislativo 25 maggio 2017, n.92  che, ricordiamo ai sensi dell’art. 6, comma 4, costituiscono valida modalità di assolvimento degli obblighi previsti dall’art. 128 del Testo Unico delle Leggi di pubblica Sicurezza.

NELLA FATTISPECIE

-nel precisare che entro 3 mesi dal 5 luglio 2017, data di entrata in vigore del decreto, il Ministero Economia  e Finanze stabilirà le modalità di invio dei dati e di alimentazione del registro da istituirsi, nei successivi tre mesi,  presso l’OAM – L’Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi –

Sottolinea che in attesa dell’emanazione del decreto

dal 5 luglio 2017

E’ OBBLIGATORIO:

 

identificare la clientela, contestualmente all’operazione, attraverso documento di identità. Qualora il cliente sia una società o un ente deve essere verificata l’effettiva esistenza del potere di rappresentanza e devono essere acquisite le informazioni necessarie per individuare e verificare l’identità dei relativi rappresentanti delegati alla firma per l’operazione da svolgere (art. 4 comma 1);

 

limitarsi ad effettuare operazioni in contanti sino a 500 euro. Per importi superiori è necessario l’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili (art. 4 comma 2);

 

utilizzare un conto corrente bancario o postale dedicato in via esclusiva alle operazioni di compravendita di oggetti preziosi usati (art. 5 comma 1);

 

predisporre contestualmente all’operazione, una scheda, (art. 5 comma 2)

-       numerata progressivamente;

recante:

-       data e ora dell’operazione;

-       dati identificativi del cliente;

-       estremi documento di identità;

-       codice fiscale;

-       sintetica descrizione dell’oggetto in ordine natura, quantità e qualità;

-       indicazione della quotazione dell’oro e dei metalli preziosi contenuti nell’oggetto preso in carico da rilevarsi attraverso una fonte affidabile e indipendente;

-       importo corrisposto ed estremi modalità di pagamento quando non effettuato in contanti (importo superiore ad euro 500,00)

-       due fotografie in formato digitale dell’oggetto (al momento non essendo vigente il registro queste possono essere allegate anche in altro formato) acquisite da prospettive diverse.

La scheda va,  altresì integrata con le informazioni relative alla destinazione dell’oggetto prezioso usato, trascorsi i dieci giorni del cd.  fermo amministrativo o cautelare,  completa dei dati identificativi:

-       di altro operatore compro oro o cliente a cui l’oggetto è stato ceduto;

-       dell’operatore professionale di cui alla legge 17 gennaio 2000, n. 7, cui l’oggetto è venduto o ceduto, per la successiva trasformazione;

-       delle fonderie o di altre aziende specializzate nel recupero di materiali preziosi, cui l’oggetto è stato ceduto.

 

-       rilasciare al cliente una ricevuta riepilogativa delle informazioni acquisite a conclusione dell’operazione; (art. 5 comma 3)

 

-       conservare i dati raccolti nonché  la scheda e copia della ricevuta rilasciata al cliente per 10 anni;  (art. 6)

 

-       segnalare all’UIF – Unita di informazione finanziaria – le operazioni sospette (art. 7)

A carico degli operatori si configura l’obbligo di segnalare all’UIF le operazioni sospette.

 

Sono previste sanzioni amministrative (art. 10)

-       da 1.000 a 10.000 euro per l’omessa identificazione del cliente;

-       da 1.000 a 10.000 euro per mancata conservazione dei dati e documenti (scheda)

-       da 5.000 a 50.000 euro per l’omessa segnalazione di operazione sospetta.

Nel caso di violazioni gravi o sistematiche ovvero plurime, le sanzioni amministrative pecuniarie sono raddoppiate.

In attesa dei decreti attuativi e della costituzione del registro non trovano applicazione:

-        le previsioni dell’articolo 3, che riguarda gli obblighi di comunicazione al registro , cui gli operatori compro oro sono tenuti ai fini del lecito esercizio dell’attività di compro oro

-        la sanzione di cui all’articolo 8, comminata, per esercizio abusivo dell’attività, a chiunque svolga l’attività di compro oro, in assenza  dell’iscrizione  al registro  degli operatori  compro oro  di cui all’articolo 3;

-        la sanzione di cui all’articolo 9, comminata per inosservanza degli obblighi di comunicazione all’OAM;

 

-        la procedura per l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione dell’esercizio delle attività, al ricorrere dei presupposti e secondo le modalità di cui all’articolo 11, commi 4 e 5.

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